Il percorso


La maschera ha una storia molto lunga, già i capi villaggio e gli sciamani delle popolazioni primitive le usavano per mettersi in contatto con il mondo degli spiriti. Nel teatro, però, si iniziano ad usare solo con i greci che, nei riti dionisiaci, mettevano in scena tragedie e commedie; il teatro infatti era il principale intrattenimento. Le maschere avevano la doppia funzione di caratterizzare il personaggio e di fungere da cassa di risonanza sonora per amplificare la voce. Nel corso della storia le maschere hanno poi avuto molteplici funzioni. Addirittura, nel Medioevo, veniva usata dai medici per nasconderci le spezie con lo scopo di non essere contaminato dalla peste. 
Agli inizi del Novecento, viene messo in discussione il ruolo dell’attore. Pirandello, nella letteratura, e Wildt nell'arte, affrontano questo tema arrivando al punto di sostenere che la maschera e l’attore hanno una personalità e dei caratteri, mentre l’uomo non è nessuno. Insomma, la maschera è stata un elemento che, fin dall'antichità, è stato presente nella vita dell’uomo. E, ora più che mai, tutti noi usiamo e cambiamo continuamente maschere (anche se immaginarie) e comportamenti che rispecchiano il ruolo da interpretare.



La nostra mostra vuole che il visitatore si senta parte di un'esperienza, infatti abbiamo creato molteplici attività connesse: aperitivi, cene in maschera, laboratori creativi e rappresentazioni teatrali. La mostra non è solo guardare ma vivere un'esperienza unica, in questo caso, mettendosi "Dietro una maschera" e scoprendo i suoi caratteri più profondi. Lo spazio espositivo non è più dedicato ad un visitatore qualsiasi ma ad ogni necessità della singola persona. Anche un visitatore cieco può andare al museo e sentire le maschere: le riproduzioni si possono toccare e sono presenti descrizioni in carattere braille. I visitatore più piccoli avranno spiegazioni meno approfondite e più laboratori manuali rispetto ai ragazzi della scuola superiore, che invece affronteranno il tema delle maschere con Pirandello. Ogni visitatore quindi avrà l'opportunità di riconoscersi in una maschera, facendo anche percorsi molto differenti all'interno dello spazio espositivo.



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